COLORADO 2010 TRAINING IN ALTA QUOTA FRA I 2800 - 4300 METRI

 

Cominciamo a distinguere bene alcuni fondamentali aspetti del training in quota, si sente ancora, purtroppo anche da alcuni addetti ai lavori, che in altura si va più piano perché c’è meno ossigeno! Niente di più errato, infatti, in qualsiasi parte dell’atmosfera in cui ci troviamo, per esempio sia se siamo allo zero metri di quota del mare, oppure ai 4307 metri del Mount Evans in Colorado, la concentrazione dell’ossigeno nell’aria è sempre la stessa, ovvero il 21% circa. Quello che invece cambia con l’esponenziale aumento della quota è la pressione atmosferica, via, via che si sale sarà sempre minore. Quindi con la diminuzione della pressione anche il passaggio dell’ossigeno nel sangue sarà rallentato, i muscoli respiratori faranno sempre più fatica ad inspirare aria. Questa minor disponibilità di ossigeno diminuirà anche la combinazione glicogeno/ossigeno e, di fatto, caleranno anche le quantità di energia (ATP) disponibili per protrarre lo sforzo. Questo induce a dover imperativamente proporzionare il giusto impegno, esagerare con lo sforzo specialmente in alta quota significa vanificare i sicuri vantaggi che si otterranno poi al ritorno laddove la pressione atmosferica consentirà di “costruire” sia maggiori quote di ATP che un maggior afflusso di ossigeno ai muscoli che saranno così messi in grado di sopportare un’alta erogazione di potenza (watt).

 

 

  

Foto 1 - la nostra base, il centro di Dillon a 2800 metri

Foto 2 - la bella salita verso i 3655 metri del Passo Loveland

Foto 3 - misurazione della saturazione ossigeno ai 3655 mt. del Passo Loveland

 

 

L’esperienza 2010

 

Dopo lo stage della scorsa stagione, dove avevamo già considerato la problematica della desaturazione di ossigeno che limita la prestazione, ma nel contempo stimola anche l’organismo a doversi migliorarsi. Quest’anno abbiamo voluto approfondire alcuni particolari essenziali. Lo studio si basava principalmente sulla quantificazione della saturazione di ossigeno in determinati diversi periodi, appena arrivati, durante ed alla fine dello stage/ricerca. Ebbene abbiamo visto valori molto, molto importanti che saranno utili per il futuro e principalmente per “costruire” i nuovi protocolli F&O per la stagione 2011.

 

 

 

Importante è stimolare il fisico in modo corretto, EVITARE i rischi.

 

Infatti, specialmente in alta quota non si può sbagliare altrimenti i vantaggi si tramutano in svantaggi, per esempio è fondamentale osservare un giusto periodo di acclimatamento, alle alte quote ci sono anche i rischi: mal di montagna acuto, emicrania, nausea, insonnia ecc. Al nostro gruppo non è successo niente di tutto ciò pur soggiornando ai 2800 metri di Dillon, si riposa, si dorme bene e si recuperano le energie giorno, dopo giorno, quindi nessun problema, però abbiamo osservato con scrupolosità il protocollo! Qualche problema è sorto in alta quota oltre i 3600 metri, lo sforzo ha fatto avvertire qualche capogiro ad un nostro atleta che probabilmente ha esagerato con l’impegno. 

 

 

Dillon, il protocollo dello stage in alta quota.

 

Arrivati tutti da bassa quota (Canossa, Bologna, Prato, Faenza) nei primi 3 giorni il training è stato di moderata intensità, qua si osservano più le sensazioni che il cuore che non sale come a bassa quota, nelle prime 3 uscite abbiamo scelto percorsi facili, qua a Dillon si possono trovare lunghi tratti di pianura a circa 3000 metri. Dal quarto giorno in poi salite a volontà, però tutto lavoro aerobico! Ai muscoli, cuore compreso, debbono sempre arrivare le giuste quote di ossigeno, è importante soprattutto curare la respirazione. Appunto è sulla respirazione sul potenziamento e sulla gestione neuromuscolare dell’azione che ci siamo particolarmente concentrati. Vediamo perché!

 

Saturazione ossigeno Appena arrivati ai 4307 metri del Mount Evans.

 

Saliti in auto, quindi in poco tempo, il test che quantificava la desaturazione è stato sorprendente, il tasso di ossigeno nel sangue di tutti noi era più basso del previsto, infatti, il saturimetro mostrava valori preoccupanti, ben sotto quel 90% che rappresenta il confine di sicurezza. Questa misurazione è stata importante perché i valori sono stati ricontrollati dopo un paio di settimane e benché la misurazione sia avvenuta dopo la scalata in bici, il tasso di ossigeno nel sangue era maggiore in tutti. Ciò dimostra che l’organismo, se sottoposto ad un graduale e“giusto” lavoro, ha ampi margini di adattamento e miglioramento.

 

  

Foto A - l’inizio della salita ai 4307 metri del Mount Evans 

Foto B - gli ultimi metri della scalata   

Foto C - misurazione della saturazione ossigeno ai 4307 metri del Mount Evans

 

Effetti dell’alta quota, il principale problema dell’altura è l’ipossia.

 

Infatti, a mio avviso, è la ridotta pressione parziale dell’ossigeno (non la ridotta quantità in percentuale di esso) che allerta e migliora. Ma ciò accade solo se si rispetti il corretto protocollo. Salire in alta quota senza rispettare le regole si va incontro, minimo all’insuccesso dello stage se non a seri problemi di salute. Infatti, l’iperventilazione, casomai con atti respiratori superficiali, dovuta allo sforzo eccessivo è dannosa, in quanto non migliora la capacità dei muscoli respiratori, ed il conveniente abbassamento del diaframma, ma può causare una serie di problemi. È fondamentale invece saper controllare ed allenare al meglio tutto ciò, quando siamo in gara o in presenza di uno sforzo strenuo non manca la forza, non mancano le scorte di glicogeno, manca prima di tutto, il cosiddetto “fiato” ovvero l’ossigeno! Ricordiamoci che se manca il cibo si sopravvive per un certo tempo, se manca acqua alcuni giorni, se manca ossigeno invece solo pochi minuti.  

 

 

Training Respiratorio: sarà sempre più tenuto in maggior considerazione.

 

Lo stage/ricerca di quest’anno (2010) ha dimostrato ancora una volta che la prestazione sportiva endurance dipende molto dalla capacità di saper apportare ossigeno a muscoli, organi e cervello, se ciò è deficitario allora subentrano tutte quelle cause che portano a dover diminuire/interrompere lo sforzo. Come abbiamo detto prima, è la combinazione glicogeno/ossigeno che costruendo energia di pronto e continuo utilizzo consente di poter protrarre lo sforzo nel tempo, e visto che immagazzinare glicogeno è abbastanza facile, è allora imperativa scelta ricercare gli escamotage più convenienti per poter apportare maggiori scorte di ossigeno a tutti quei distretti che supportano lo sforzo prolungato.

 

 

Analisi della ricerca, indicano come potenziare la capacità di apportare più ossigeno ...

 

Gli sforzi maggiori per il futuro saranno concentrati, come abbiamo già detto, principalmente per maggiorare la capacità dell’apparato respiratorio. Considerando diversi fattori direi che è importante attuare ciò già nella prima parte della preparazione dove di regola si debbono potenziare i muscoli ma si deve innanzitutto sviluppare la capillarizzazione necessaria per distribuire poi ossigeno e farlo soprattutto giungere anche alla periferia di ogni muscolo interessato a supportare lo sforzo. Per tale ragione sarà necessario stabilire un preciso momento che abbiamo individuato già nella fase di preparazione generale, o generica, quindi nello sviluppare i futuri programmi della stagione 2011 saremo molto attenti a questi fattori che sicuramente saranno in grado di maggiorare poi la performance.  

 

 

 

  

Foto D - la giornata comincia sulla RotoPress, 20 minuti a digiuno ...   

Foto E - dopo colazione via tutti in bici ...   

Foto F - ci sono anche i momenti “buoni” in Colorado si mangia bene!

 

 

Conclusioni

 

Lo studio in alta quota sulle Rocky Mountain in Colorado, ovvero l’eden del ciclista, ha precisamente indicato che se si rispettano le fondamentali regole i benefici del training sono assicurati. Lo studio, specialmente con la rilevazione della saturazione di ossigeno in diversi momenti, ha dimostrato che è sicuramente conveniente attuare particolari metodiche per maggiorare le capacità di supportare muscoli ed organi attraverso un funzionante “impianto idraulico” che sappia sempre fare arrivare le necessarie quote di energia/ossigeno per poter protrarre lo sforzo in atto. Quindi andando a costruire i programmi per la prossima stagione si torna, per così dire, un pò all’indietro nel tempo, infatti, si riconsiderano quei tempi in cui all’inizio della nuova stagione era buona regola per fare ritmo e pedalata rotonda, e soprattutto per “fare fiato” pedalare con lo scatto fisso. Sicuramente ciò era dettato da conoscenze empiriche, ora invece sappiamo che sarà fondamentale proprio in questo primo periodo della preparazione associare alle “nuove” metodiche di potenziamento muscolare, anche quei precisi esercizi di training respiratorio che come abbiamo visto sono in grado di migliorare la nostra capacità di apportare ossigeno laddove via, via, è richiesto per poter protrarre lo sforzo in atto.

 

 

STIAMO PREPARANDO LA STAGIONE 2011

  

 

 

La struttura dei nuovi protocolli

 

La stagione 2011 sarà ricca di novità, infatti, la filosofia del sistema F&O come abbiamo sempre detto è dinamica, ovvero aperta a tutte quelle nuove indicazioni che vengono dall’esperienza pratica e soprattutto dalla continua ricerca di tutti i qualificati Operatori, ed atleti, che partecipano al progetto!   

 

 

 

Lo scopo dei nuovi programmi

 

In base alle nuove conoscenze nei protocolli della prossima stagione 2011 saranno privilegiati, ed inseriti, quei metodi che svilupperanno a 360° la capacità potenziale, perciò alleneremo la forza, la potenza e soprattutto la possibilità di poter consumare maggiori quote di ossigeno, che poi significa maggiorare la performance. 

 

 

I vari periodi; saranno ancora 3

 

Infatti, si comincia con un primo periodo di preparazione generale, o generica, utile appunto per cominciare la fase di potenziamento e soprattutto per “fare fiato”, quindi il successivo periodo sarà quello molto importante della preparazione specifica che sarà articolato su 7 settimane, per passare poi alla fase di mantenimento. Questo garantirà una sicura gestione della stagione dove via, via, saranno poi inseriti i necessari richiami di metodo che serviranno per mantenere attivi i meccanismi/sincronismi per la conservazione dei benefici ottenuti dai precedenti periodi.

 

 

L’importanza dell’alimentazione e dei complementi nutrienti antiossidanti.

 

Se ai vari periodi, dove il training è differenziato sia nel metodo che soprattutto nell’impegno, verrà associato anche un differenziato e mirato programma di stile alimentare i vantaggi saranno certamente migliori. Quindi nella fase di potenziamento verrà indicato un certo supporto proteico ai muscoli, ed invece nella preparazione specifica e gare, dove lo sforzo sarà maggiore, occorrerà un maggior apporto di carboidrati. Quello che invece servirà nelle corrette dosi (e verrà consigliato per tutto l’arco della stagione) è l’apporto dei complementi nutrienti antiossidanti che sono necessari per mantenere attive sia le scorte energetiche che di valido aiuto al microcircolo. Se poi si daranno i giusti tempi di recupero al fisico per la ricarica ormonale (sono fondamentali quanto l’allenamento) allora avremo la possibilità di mantenere elevati valori potenziali per buona parte della stagione.   

 

 

 

 

luglio 2009, studio & ricerca

staff: Giovanni e Simone Camorani e Paolo Albertati 

 

 

 

 

Il nostro Centro Born to Run ai 2800 metri di Dillon, una bella cittadina fra laghi, praterie e monti 

Buona parte del mese di Luglio 2009 lo abbiamo piacevolmente trascorso sulle Rocky Mountain a pedalare fra i 3000 e 4300 metri, qua abbiamo rilevato dati importanti utili allo sviluppo dei programmi Forza&Ossigeno. In particolar modo ci interessava la risposta oggettiva e soggettiva allo sforzo in alta quota, pedalare ad oltre 4000 metri ci incuriosiva molto, con il dato della saturazione di ossigeno abbiamo rilevato valori e parametri molto utili per stilare i futuri programmi DTR (distrettuale training respiratorio). I dati raccolti ci hanno confortato, lavorando in una certa direzione si possono raggiungere traguardi prestigiosi. Ora ci attende molto e duro lavoro per sviluppare i protocolli eseguibili poi a bassa quota 

 

 

ingresso centro Born to Run

 

il Blu River a due passi dal centro

 

il lago di fronte al centro Born to Run, il giro 35 km pianeggianti

a destra: l'idromassaggio interno

 

 idromassaggio esterno e piscina

Il centro in Colorado dispone del sistema RotoPress indoor (si può eseguire il programma al coperto) oppure outdoor nella zona solarium ed idromassaggio posta ad ovest con sole e bei panorami

 

Rilevazione saturazione ossigeno: a 3500 metri ci sono gli ultimi alberi (foto a sinistra)! ai 3650 metri del Loveland Pass la vegetazione ad alto fusto scompare

 

 

 

Born to Run Lab Terre di Canossa Eventi & Stage

Stage in alta quota come essere in collina in Europa? Qua si può, infatti la temperatura è quella ottimale per i nostri muscoli, al mattino ai 2900 metri di Dillon, dove sorge il nostro centro permanete, attorno al lago ci sono 23 gradi (al pomeriggio anche oltre 34) sul Loveland Pass ad oltre 3650 non meno di 20, sul Monte Evans a 4307 metri si scende ... a 18 gradi!

 

 

 

Osservazioni: siamo ai 4307 metri del Monte Evans dove termina la gara, qua (nella foto a sinistra) rileviamo watt, cuore e saturazione di ossigeno; a destra prove di training respiratorio con la Maskerina filtro giallo che simula i 5000 metri di quota

 

 

 

Osservazioni: sul Monte Evans a 4307 metri si rilevano valori di saturazione di ossigeno impensabili, ciò significa che le capacità di adattamento di un atleta allenato sono innimmaginabili, dopo un periodo di dilettamento si rieasce a sostenere un importante lavoro sulla RotoPress (foto a destra)

 

 

 

Panorama delle Rocky Mountains in Colorado 

 

 

Luglio 2010, Born to Run organizza

uno straordinario evento, stage e partecipazione alla leggendaria gara in salita del Monte Evans, sono 46  i km per raggiungere il traguardo posto a 4307 metri! Nel 2009 ha vinto Danielson (Team Garmin) Paolo Alberati ha chiuso al 19° posto (ma nel 2010 farà molto meglio)

INFO E PRENOTAZIONI nei prossimi mesi

 

Panorama del Lago a 3300 metri sulla strada del Monte Evans

 

Agosto 2010, Born to Run organizza

Stage e partecipazione alla temeraria Ultra Marathon MTB Leadville 100, sono 160 km sulle monumentali Rocky Mountain, sarà una emozione partire e competere con Lance Armstrong (secondo classificato nel 2008 e vincitore nel 2009)

 INFO E PRENOTAZIONI nei prossimi mesi

    

Born to Run organizza Vacanze & Soggiorni

Dillon, dove sorge il Centro Born to Run, è una bella, ricca cittadina sul lago che offre tutto ciò che necessita per trascorrere una bellissima vacanza. Nel Comfort Suites famigliari e accompagnatori troveranno tutto per una splendida vacanza, per rilassarsi o per mettere in pratica un semplice programma fitness