QUANTO E' IMPORTANTE IL PEDALE? Test e Classificazione della "spinta".

Analizzando i pedali attualmente in commercio vediamo che lo sviluppo della leva/pedivella nei cosiddetti punti “morti” sia inferiore sia superiore, è veramente di una certa importanza. Nei pedali più noti in commercio che si contrappongono, sfiora il centimetro, precisamente 8,6 millimetri. È tanto, se si pensa che questa differenza viene poi moltiplicata per il numero di pedalate al minuto.

Ma allora perché fra i pedali c’è questa differenza? Chi è il costruttore che ragione, e chi ha torto? Dallo studio è emerso che si tratta di una scelta filosofica in quanto ognuno preferisce un certo quadrante di spinta. MA NON CI ACCONTENTIAMO.

Comincia una nuova era, dopo la Classificazione dellaTipologia Atletica (che può essere Alfa, Beta, Gamma) che determina i precisi tempi di esposizione allo sforzo, con questo nuovo, innovativo macchinario dotato di misuratori certificati, è possibile stabilire in modo preciso, scientifico quale sia l’assetto per erogare la massima potenza a disposizione. In Italia, come in tanti altri Paesi, possiamo affermare che gli Operatori sono all’avanguardia, basta osservare i partecipanti ad una manifestazione di massa, quello che invece si può e si deve definire è la tipologia della pedalata, infatti, è stato appunto durante lo studio commissionato a BtR di un pedale made in USA che abbiamo “scoperto” grandi differenze. Mi spiego, ogni atleta nel gesto pedalato ha una sua personale fase di spinta, e si sapeva, quello che abbiamo constatato è che questa fase può essere aiutata con vantaggi sorprendenti con la giusta combinazione leva/pedivella/pedale.

TEST ANALISI CHE DETERMINA LA TIPOLOGIA

Questo test definisce in modo certo a quale caratteristica appartiene l’atleta, infatti, rileva il preciso quadrante in cui il soggetto “spinge e tira” di più. Nella fase operativa si hanno sempre costantemente in visione i valori della forza applicata sui pedali, ed in base a questi dati si può decidere quale sia la combinazione che consenta la massima erogazione di potenza. Il soggetto che applica maggior forza nel quadrante superiore per esempio deve avere a disposizione pedivella, scarpa e pedale che di fatto gli allunghino la leva “sopra” ed invece l’accorcino “sotto” (nel quadrante inferiore) che non serve. Mentre l’atleta che spinge di più nel quadrante inferiore dovrà dotarsi dell’esatto contrario! Quando la leva uomo/macchina fa la differenza CLASSIFICAZIONE

È davvero conveniente conoscere a quale tipologia si appartiene, infatti, vedendo e “pesando” la spinta che ognuno applica sui pedali si potrà fare la scelta corretta specialmente nell’uso del tipo di pedale. Attualmente in commercio possiamo dire che esistono tre categorie di pedali, quelli che privilegiano la fase di spinta partendo dall’alto, ovvero dal punto morto superiore (P.M.S) fino al punto orizzontale avanti (P.O.A.), quelli che consentono di spingere con maggior forza dal punto orizzontale avanti fino alla parte bassa, quindi terminano la spinta in zona punto morto inferiore (PMI). La terza categoria si colloca invece nel mezzo, infatti, viene privilegiata la fase di spinta che abbraccia il quadrante superiore e quello inferiore. Ogni tipologia di pedale ha quindi uno scopo logico, ogni scelta ha un preciso significato, nessuno ha torto. Con la classificazione della tipologia di appartenenza possiamo invece indicare il vantaggio scientifico e guidare nella scelta della giusta combinazione leva, scarpa e pedale oltre al corretto posizionamento della sella sia in altezza, sia nel corretto arretramento, fattore che influisce (molto) specialmente in salita. TEST EVENTUALE DISPERSIONE POTENZIALE

Sono previsti Point BtR dove si potrà “provare” il proprio assetto, infatti, con una breve prova pratica si potrà capire se la posizione in sella è corretta. In modo particolare si potrà quantificare la eventuale perdita di potenza (watt) dovuta dalla non corretta scelta di leva/scarpa/pedali.

Il pedale giusto per l’atleta che “spinge” in ALTO Analizzando l’azione, oppure meglio ancora “pesando” la forza applicata sui pedali (si misura ben 360 volte per ogni giro completo) si determina in modo preciso la zona dove l’atleta spinge di più, quindi è qua che è necessario allungare la leva, in questo modo si vincerà con minor fatica la resistenza contrapposta, infatti, ciò si nota bene osservando il picco dei newton, che resta ben più basso. Se, come in questo caso, l’atleta spinge di più nella zona alta, ovvero partendo appena oltrepassato il punto morto superiore (P.M.S.), come vediamo dallo schema sotto, allora il pedale ideale sarà quello che di fatto allunga la leva in alto. Questo tipo di pedale, che allontana il piede dal perno (quindi più leva in alto ma minor leva in basso) favorirà poi questo tipo di atleta anche nella fase in cui deve “tirare” nella fase di risalita parte alta. VEDIAMO QUANTO INCIDE IL PEDALE NON ADATTO Se questo atleta fosse erroneamente munito del pedale che maggiora la leva in basso, allora possiamo affermare senza ombra di dubbio che gli mancherebbe leva, in un certo punto addirittura fino ad un massimo di 8,6 millimetri, molti se pensiamo che ciò avviene 60/80/100 e più volte al minuto. Questo dato, dico purtroppo, viene spesso ignorato, basterebbe invece una attenta analisi della pedalata per capire quanto ciò può penalizzare l’atleta. Per questo motivo è stato studiato/ideato il sistema Roto Bio Position che evita di “sbagliare” il tipo di pedale ideale per ottenere maggior performance.

Bio Position Il pedale giusto per l’atleta che “spinge” in BASSO Se il responso dell’analisi della pedalata dice invece l’esatto contrario dell’atleta che spinge più in alto, ovvero quello esaminato nella pagina precedente, allora significa che la maggior forza applicata sui pedali è nel quadrante inferiore, perciò senza ombra di dubbio diventa necessario dare più leva in basso, quindi serve scegliere sia la scarpa, sia il pedale ideale allo scopo, ovvero quella combinazione che avvicina il più possibile il piede al perno del pedale, perciò maggior leva in basso e minor leva invece in alto. In commercio si possono trovare tipi di pedali che allungano di 8,6 millimetri la leva in basso. VEDIAMO QUANTO PUÒ INCIDERE SBAGLIARE PEDALE Se erroneamente l’atleta fosse munito di un tipo di pedale che maggiora la leva in alto, allora mancherebbe specialmente in un certo punto della pedalata, la leva ottimale per applicare la necessaria forza per produrre potenza. Quindi sbagliare il tipo di pedale significa non solo disperdere potenza, ma soprattutto affaticare i muscoli delle gambe che debbono vincere la resistenza contrapposta in una situazione di deficit fisiologico. Specialmente in questa tipologia di atleta che solitamente utilizza maggiormente i rapporti dallo sviluppo metrico importante (più lunghi) ottimizzare la leva, quindi lunghezza della pedivella, scarpa con suola bassa e pedale che allunga la leva nel quadrante di maggior spinta, significa poter erogare tutta la max potenza a disposizione.

Bio Position Il pedale per l’atleta che “spinge” in MEZZO Nei tanti atleti esaminati una buona percentuale comincia a spingere sui pedali abbastanza dopo che ha superato il punto morto superiore (P.M.S) e termina prima di arrivare al punto morto inferiore (P.M.I.). Quindi dopo la tipologia dell’atleta che spinge in alto e quello che spinge in basso, abbiamo l’atleta che la maggior spinta la produce proprio in mezzo. Se analizziamo le differenti tipologie dell’atleta, dobbiamo constatare che tutti i tipi di pedale hanno il proprio preciso utilizzo, basta solo non andare a caso, infatti, in base a questi studi adottare il tipo di pedale sbagliato significa non solo disperdere potenza, ma a lungo andare, oppure in situazioni di particolari sensibilità, creare probabili, possibili problematiche neuromuscolari. Meglio quindi saper scegliere. VEDIAMO CHE PEDALE CONVIENE PER SPINGERE IN MEZZO Come si nota dal prospetto sotto, questo tipo di atleta ha la maggior forza applicata sui pedali proprio nella zona mediana, quindi si può fare una scelta ottimale scegliendo quei tipi di pedali che hanno scelto di stare in mezzo fra quelli che sviluppano la maggior leva in alto e fra quelli che hanno la maggior leva in basso. Infatti, a questo tipo di atleta per erogare la max potenza a disposizione occorre la leva ottimale che possa abbracciare questa precisa zona di mezzo.

Bio Position Chi “spinge” in ALTO in MEZZO in BASSO Finora dai nostri dati certi, ovvero dall’inizio dello studio che analizza la precisa posizione dove viene applicata la maggior forza, possiamo attestare che le percentuali si equivalgono quasi. Possiamo invece dire che si differenziano le caratteristiche nel “modo” di pedalare, infatti, come si nota nello specchietto sotto può addirittura cambiare anche il tipo di programma del training F&O. ATLETA CHE APPLICA LA MAGGIOR FORZA SUI PEDALI IN ALTO Solitamente pedala agile, eroga potenza (watt) con un ritmo elevato, questo gli consente di superare il punto morto superiore con molta facilità. Ha un buon “colpo” di pedale e sfrutta la risalita nel quadrante alto. Pedala con profitto in piano, in salita “va su con ritmo” e solitamente sprinta seduto in sella. ATLETA CHE APPLICA LA MAGGIOR FORZA IN MEZZO Ha un buon ritmo, un pò meno agile di chi spinge in alto, ha bisogno del giusto arretramento sella, che solitamente conviene metterla più centrata. Questo atleta pedala “bene” su ogni terreno, anche se privilegia quello prevalentemente ondulato, ha inoltre un naturale cambio di ritmo per fare la differenza. ATLETA CHE APPLICA LA MAGGIOR FORZA IN BASSO È un soggetto che di solito “deve sentire la catena” ha un’azione possente, lavora per così dire più di forza. Infatti, preferisce l’utilizzo dei rapporti più lunghi, se insiste con ritmi elevati, in agilità, va “fuori fiato” quindi più di ogni altro se “sbaglia” il tipo di pedale ottimale paga maggiormente l’errore.

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FONTE: "Forma Top in 7 settimane" di Giovanni Camorani

Nel prossimo articolo del Blog: "Gambe e Ciclismo: quando anche la fisiologia è incisiva" in programma per il 19/02 alle ore 12:30

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